Su Current.tv, Al Gore la democrazia e tutto il resto
Non inizia nel migliore dei modi l’avventura italiana di Current tv, la televisione user generated content ideata dall’ex vice-presidente americano Al Gore e dal suo socio, uomo d’affari ed ex parlamentare USA Joel Hyatt.
Non inizia nel migliore dei modi perchè manca la trasparenza che secondo me è un tassello fondamentale di una TV democratica e fatta dagli utenti come si propone di essere Current TV.
Non c’ è trasparenza, il lancio del canale italiano, 130 di Sky, avvenuto ieri a Roma ha raccolto nella capitale i blogger più importanti d’Italia per porre domande preconfezionate cioè che sono state poste sul sito e poi scelte in base ad un democratico (?!) sistema di votazione, c’era proprio bisogno di far spostare tutta sta gente nella capitale? E’ stato forse solo un bel modo per fare pubblicità (sia ai blogger che a Current)? “Censura preventiva” non è forse la parola giusta ma è la prima che mi viene in mente avrebbe detto qualcuno.
Non è trasparente perchè molti punti rimangono oscuri, uno su tutti il problema dei finanziamenti, Gore a tale domanda ha risposto nascondendosi dietro leggi americane che non permettono la divulgazione di tali informazioni (per la verità mi sembra che non abbia citato nessuna legge in particolare, rimanendo molto vago). Però per mettere su un canale che in USA trasmette sia via cavo che in satellitare ed in Europa per ora è sul satellitare i costi non sono irrisori, per non parlare dello sviluppo e della gestione del sistema informativo che c’è dietro. Saranno tutti soldi di Hyatt? Gore ha dichiarato che i debiti iniziali saranno saldati nel 2011, sono davvero a metà dell’opera? Ma soprattutto non è chiarissima la fonte di guadagno. E’ forse solo questione di pubblicità?
Altro punto non chiaro, SKY, ieri nessuno ha parlato esplicitamente del perchè ci sia Sky di mezzo, Gore ha detto che Murdoch Sky si è fatta avanti entusiasta (?!) dell’idea di Current ma anche in UK e Irlanda, gli altri 2 paesi europei dove è presente, ha come partner Sky. (per non parlare del canale americano DirectTV, canale satellitare che ospita Current guardacaso di proprietà dello stesso Murdoch).
Da qui si intravedono altri problemi, infatti Sky ha un costo: parabola e decoder a me chi me li da? Il pensiero che il plateale lancio di Current sia una bella idea per far vendere qualche decoder (e perchè no, anche qualche pacchetto di canali aggiuntivo) a Murdoch inizia a sfiorarmi. Ok è vero, posso vedermi i video o pods, come li chiama Gore, direttamente sul sito ma in questo caso dov’è l’innovazione?
Altro problema è quello della selezione dei video, su Current viene pubblicato materiale di un certo spessore, cioè selezionato in base oltre che ai contenuti alla bravura tecnica del regista (a questo punto fatemelo chiamare così) anche se i parametri di questa selezione non sono totalmente chiari.
Gli autori dei video possono ambire anche ad un guadagno in denaro, la community infatti può votare (con un sistema alla Digg) il video migliore. Era proprio necessario mettere in palio dei soldi? Non è proprio nobile stimolare la partecipazione della gente con dei premi da paperissima.
Al Gore ha assicurato che non ci sarà, o quasi, censura per quanto riguarda i temi trattati nei brevi filmanti trasmessi dalla sua (nostra?!) Current T; è una promessa che può mantenere? E se qualcuno se ne uscisse con un documentario sulle accuse di monopolio nei confronti di Murdoch? O contro la guerra in Iraq (di cui Mudoch è sempre stato sostenitore tramite i suoi 175 giornali sparsi per il mondo)?
Altra cosa poco chiara riguarda la licenza con cui i video vengono pubblicati dagli autori e con cui Current li trasmette sia via Internet che via etere.
Hanno detto che Current è una tv di young-adults (giovani dai 17-34 anni) gestita però da old-adults, infatti lo staff sembra essere interamente over-34, perchè? Gli over34 non possono (potrebbero!?) dire la loro? Le trasmissioni di Current sono fatte da young-adults (ma quanto mi piace questa espressione, ha un non-so-chè di demagogico tipo presidente-operaio ma questa è un’altra storia) per altri young-adults? Perchè non dovrebbero essere fruite da non-young-adults?
Insomma le premesse con cui si presenta Current Tv non sono proprio delle migliori, in Italia poi dove tutto è estremamente lento e macchinoso non so che mercato possa averela social-tv. (Ma poi perchè proprio l’Italia e non la Francia, la Germania, i paesi scandinavi? L’ha mica chiesto qualcuno?)
Chiudo con la cosa più bella della presentazione di ieri: lo stivaletto alla Rich Texan dei Simpson indossato per l’occasione da Mr. Gore. (e conseguente battuta).
Iraq » Su Current.tv, Al Gore la democrazia e tutto il resto said
am Maggio 10 2008 @ 1:12 pm
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Simpson » Su Current.tv, Al Gore la democrazia e tutto il resto said
am Maggio 10 2008 @ 1:13 pm
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Ideandro said
am Maggio 10 2008 @ 9:11 pm
Ciao,
mi complimento per gli ottimi spunti di riflessione.
Fra le tante pubblicazioni PRO Current TV, il tuo articolo ci pone qualche ragionevole dubbio su cui riflettere… ben fatto!
Comunque io non solo ero lì, ma ho anche avuto il piacere di fare una delle domande “scomode” a Mr. Gore. Precisamente la terza più votata, quella sulla censura.
Per questo ti posso dire che, riguardo la tua perplessità circa la scelta dell’Italia, la domanda è stata posta: lo ha fatto Luca Sartoni [http://current.com/items/88925077_perche_in_italia].
Concludo dicendo che, anche se non sarà una rivoluzione mediatica, anche se non sarà quel successo che sperano, per favore lasciamo che Current TV provi comunque a sfondare nel nostro paese, l’Italia ha bisogno come il pane di una voce libera.
Chissà che non sia la volta buona…
Ideandro said
am Maggio 10 2008 @ 9:20 pm
Ciao,
mi complimento per l’ottimo articolo ricco di spunti di riflessione.
Dopo tante pubblicazioni in rete PRO Current TV, il tuo post mette in luce alcuni aspetti non molto chiari su cui riflettere… bravo, ben fatto!
Comunque io non solo ero lì, ma ho anche avuto il piacere di rivolgere personalmente la mia domanda a Mr. Gore. E’ stata la terza domanda più votata, quella sulla censura.
Per quanto riguarda la tua perplessità sulla scelta dell’Italia, ti posso dire che è stata fatta e l’ha rivolta Luca Sartoni [http://current.com/items/88925077_perche_in_italia].
Concludo dicendo che, anche se non sarà una rivoluzione mediatica, anche se non sarà quel successo che sperano, per favore lasciamo che Current TV provi comunque a sfondare nel nostro paese, l’Italia ha bisogno come il pane di una voce libera.
Chissà che non sia la volta buona…
slacko said
am Maggio 13 2008 @ 4:48 pm
@Ideandro: ha ragione, nella diretta devo aver perso la domanda posta da Luca Sartoni, mea culpa.
Che sia la volta buona? Questo lo speriamo tutti ma mancano le premesse.
Luca Sartoni said
am Maggio 15 2008 @ 9:26 pm
Ho chiesto al signor Gore perchè fosse stata scelta l’Italia come primo paese non anglofono e la risposta è stata molto poetica. Un’Italia piena di creatività, culla del cinema di qualità.
Avrei preferito un ragionamento di tipo economico perchè quanto l’Italia sia bella e brava già lo sappiamo da soli.
Ad ogni modo su alcuni dei tuoi dubbi non concordo perchè il sistema di selezione delle domande è stato molto trasparente ed efficace. Ne è prova il fatto che tutti coloro che hanno deciso di partecipare con una domanda hanno poi avuto modo di poterla porre direttamente, dal vivo, o indirettamente via video al diretto interessato.
Inoltre sono state ammesse anche domande dell’ultimo minuto. Un po’ caotiche ma pur sempre legittime.