Subito dopo l’uscita, il 13 Maggio scorso, ho scaricato l’immagine del dvd di Fedora 9, ultima release della distribuzione linux targata RedHat. Sono immediatamente rimasto sopreso dalla velocità del mirror che mi ha permesso di buttare giù il tutto in una mezzora.
Masterizzando la iso ho subito deciso di installare Fedora sull’hard disk secondario del redivivo pc fisso (redivivo perchè non lo accendevo da 4 mesi).
L’installazione, tramite Anaconda, avviene piuttosto semplicemente e senza grossi sforzi anche per un entry-user. Sono rimasto piacevolmente sopreso dalla possibilità di creare un pendrive bootabile su cui installare il sistema ed anche dalla possibilità di criptare il filesystem durante il setup ed aver così un sistema un tantino più sicuro.
Come ambiente grafico ho scelto Gnome al quale sono affezionato provenendo da Debian ed Ubuntu, proprio su Gnome è presente Gvfs, un filesystem virtuale che migliora la navigazione con il filesystem manager di default, Nautilus.
La cosa che mi spaventava di più era dover abbandonare la comodità di apt credendo che yum non fosse all’altezza come anche non lo fossero i repository. C’è da dire che la differenza tra Ubuntu e Fedora per quanto riguarda la disponibilità di software aggiuntivo è notevole ma può essere superata aggiungendo repository oltre a quelli ufficiali, ad esempio da FreshRPM o Livna.
E’ quasi una settimana che uso ininterrottamente Fedora e c’ho installato tutto quello che mi serve, da Twhirl a Filezilla, Wine, Eclipse e plugin vari il tutto funge perfettamete e stabilmente. Contento di questa scelta!