Miss Università
Posted Settembre 20th, 2008 by slackoQuesto periodo di settembre è caratterizzato da test di ingresso per le facoltà a numero chiuso e Miss Italia.
E che centrano vi chiederete? Niente o quasi… ma alla fine entrambi si portano appresso una scia di polemiche, puntualmente ogni anno, indipendentemente da chi sia sconfitto o vincitore.
La settimana scorsa una nube di 18-19enni (per la maggior parte femmine) quasi impediva l’entrata nel palazzo del dipartimento causa svoglimento test di ingresso in corso.
La cosa soprende fino a un certo punto perchè essendo la maggior parte dei corsi della facoltà di Scienze limitati in posti (una media di 100-150) un certo affollamento di wannabe scienzati era prevedibile.
La cosa che non mi aspettavo sono state le mamme (e in alcuni casi zie e prozie) delle suddette future scienziate e scienziati, occupare agiatamente le poltroncine all’ingresso dell’edifico, vestite di tutto punto per la serata di gala, nella lettura dei loro Vaniry Fair.
A prova conclusa le signore si fiondano nelle aule ad abbracciare i figliol prodigi, lacrime come nemmeno all’ora di pranzo su Rete4, abbracci e le scontatissime frasi di rito.
Non ci voglio credere, poi ci si lamenta di figli mammoni, del livello mediamente basso degli studenti italiani e del caro benzina, che ci sta sempre bene.
Genitori iper-protettivi che creano una caterva di aspettative sui loro Mister e Miss facendo di questa una generazione di eterni bambinoni.
Tag Technorati: università, miss italia
Ma avrà mica a che fare con?
2 Responses to “Miss Università”
Ottobre 3rd, 2008 at 3:36 pm
Solo perché questa cosa dei test l’ho vissuta [anche se sono andata alla prova da sola, e a passare prendermi non avevo nessuna genitrice in lacrime]: all’ammissione all’Università spesso ci tengono molto più le famiglie che i figli. Tutti là a caricarsi di aspettative, perché avere la prole laureata in medicina è tanto bello…
Ottobre 3rd, 2008 at 8:17 pm
@LaCapa: condivido appieno, anzi, nel post ho dimenticato di dire che spesso sono gli stessi genitori ad indirizzare pesantemente le carriere universitarie dei propri figli.
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