Visto che in questi giorni non si fa altro che parlare di Facebook, MySpace ed affini sia in tv che sui quotidiani vediamo quali dovrebbero essere i principi alla base di un social network e che quindi ne influiscono la progettazione.
Le reti sociali sia virtuali che umane sono studiate dalla sociologia (ma và?), esperimenti sociologici e un po’ di sana statistica hanno portato alla formulazione della teoria dei sei gradi di separazione.
Tale teoria indica che mediamente tra due generiche persone esistono al più sei intermediari o amici di amici.
La dimostrazione si basa sul calcolo della distanza media tra due nodi (le persone) in un grafo (un grafo bello grosso visto che ha circa 5 miliardi di nodi) i cui archi rappresentano i collegamenti tra ognuno di noi (le amicizie), assumendo 50 come numero di collegamenti di ogni singolo nodo.
Il secondo tassello è rappresentato dal numero di Dunbar, cioè 148. Secondo lo scienziato inglese infatti questo è il massimo numero di relazioni stabili che un uomo può mantenere nella sua vita.
Tale numero (in verità calcolato da dei primatologi interessati allo studio di diverse specie di scimmie e poi adattato da Dunbar) può avere una rivalutazione in eccesso in quanto la rete stessa favorisce la socializzazione.
Infine la regola dell’ 1-9-90 emersa con lo studio della rete dal punto di vista sociologico individua 3 tipi di utenti: i lettori (90%), gli autori occasionali (il 9%) e gli autori assidui (l’1%).
Tale distribuizione, indicativamente, è stata individuta nello studio di grossi siti partecipativi quali ad esempio wikipedia o all’interno della blogsfera.
In tutti questi tipi di community il numero di autori attivi inizialmente è maggiore ma tende velocemente a stabilizzarsi intorno alle suddette percentuali, mentre il numero di lettori cresce esponenzialmente, dopodichè non c’è modo di cambiare tale distribuzione.
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