Ognuno in quel che fa è ispirato da qualcuno, vicino o lontano, finto o reale. Da piccoli avete mai pensato:”Io da grande vorrei essere come lui!”
Quando ero piccolo io mia cugina (molto più grande di me) aveva un amico, si chiamava Mario e credo fosse di Roma. Mario faceva il programmatore di videogames, anche se non ne sono molto sicuro.
Quando mi incontrava aveva sempre qualcosa da regalarmi: un floppy con un nuovo giochino fatto da lui, un foglio con su scritta una storia in cui al posto delle parole c’erano delle emoticon, gadget strani.
Mario per me era la cosa più vicina a dio. Lui creava, creava kilobyte di divertimento per un bimbetto che rimaneva a bocca aperta ad ogni parola pronunciata con quel suo accento romano.
Poi un giorno Mario si sposò e andò a vivere al nord. Chissà che fine ha fatto quel Mario mi chiedo oggi.
Pensando a Mario devo dire che se oggi sono quello che sono lo devo anche a lui. Quindi vorrei dirti una cosa: “à Mariooooo, a lì mortacci tuaaaaa!”