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    Distruggi Flickr

    Vi perdete ore ed ore su Flickr?
    Vagate senza una meta tra centinaia di scatti bellissimi?
    Non potete resistere a lasciare un commento?

    Vi capisco ed ho quello che fa per voi. Si chiama DestroyFlickr ed è una applicazione Adobe Air che vi permette di esplorare in maniera originale le vostre foto preferite.

    Da provare assolutamente. Davvero stupendo.
    Poi ovviamente fatemi sapere che ne pensate.
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    Filed under:Web

    Tutto può cambiare

    Finito ormai il periodo vacanziero si ritorna lentamente alla routine quotidiana ma insieme a questa si riprendono le vecchi buone abitudini che, per quanto mi riguarda, prevedono la lettura di qualche libro visto che questa estate ho preferito far altro.

    Proprio mentre sceglievo cosa leggere ho saputo dell’uscita, il 18 settembre, del nuovo romanzo di Jonathan TropperTutto può cambiare” edito da Garzanti.

    Nel libro sono narrate le vicende di un giovane newyorkese, della sua vita invidiabile (una casa in centro, un amico milionario, una fidanzata ricca e bellissima…) e di come questa possa da un momento all’altro cambiare del tutto…

    A tutti sarà capitato di vivere qualcosa che ha cambiato la nostra vita, magari non in maniera così esagerata e repentina come per il protagonista del libro. Dovendo però pensare a ciò che può aver cambiato la mia vita (sempre se ci sia stato un cambiamento) non riesco a trovare un aneddoto o avvenimento in particolare che sia più importante degli altri. Io immagino la mia vita come il fascio di luce di un laser… sai dove inizia e poi lo vedi affettare lo spazio…  in questo percorso incontra degli specchi che ne deviano la direzione, centinaia di specchi grandi e piccoli… questi specchi sono le persone, le loro vite, le loro esperienze… persone vicine ma anche lontante, dalla mamma che ti rimprovera a quella ragazza con cui hai chiacchierato quella volta sull’autobus.  Alcuni di questi specchi possono essere semplici cose, magari un film, un libro, un profumo, la visione di un paesaggio, una foto… Tutto questo contribuisce a cambiare la direzione della nostra vita anche se solo di pochi millimetri.

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    Magari, continuando la lettura, potrò dire quale sarà l’avvenimento che ha cambiato la vita del personaggio di Tropper ma onestamente non mi sento ancora maturo per dire se c’è stato qualcosa di tale nella mia, forse ancora troppo breve (o vuota?!) vita.

    Buona lettura…

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    Filed under:Fatti miei

    Agosto

    Questo mese io mal lo sopporto. Troppo caldo, troppa voglia di fare troppe cosa da parte di troppa gente mentre io ho troppa voglia di non fare niente.

    Sono stato via, in vacanza in Spagna. Per 10 giorni niente internet, blog, twitter, plurk, friendfeed, tumblr… niente di niente e devo dire che sono stato bene.

    Poi il ritorno alla normalità agostana, tra una stella cadente (che non ho visto), una grigliata e i tuoi 40cm² di spiaggia in cui stare immobile, la bella gente che affolla i posti scik sulla costa. Insomma, per fortuna questo Agosto è quasi finito.

    Aggiornamento: oggi è già 2 settembre e fà ancora un caldo della madonna.

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    Filed under:Fatti miei

    Chiuso per ferie

    Ci vediamo intorno a Ferragosto
    Buone vacanze a tutti

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    Filed under:Varie ed eventuali

    Addio Prof.

    Erano i primi giorni dell’Ottobre 2007. Stavo studiando per quello che sarebbe stato il mio ultimo esame della laurea triennale, Interazione Uomo-Macchina.  Proprio in quel periodo mi imbattetti nella storia di quest’uomo, Randy Pausch.

    Leggere e vedere la sua ultima lezione dal titolo Come realizzare i sogni della vostra infanzia mi emozionò come mi ha emozionato riascoltarla tutta l’altro ieri sapendo che se ne era andato e l’aveva fatto sicuramente col sorriso sulle labbra.

    Se potete guardatela, ascoltatela, leggetela. Non è una lezione di Informatica, o di HCI o di realtà virtuale, nè una biografia di un uomo che ha dato tanto a questa scienza. E’ una lezione di vita e vi assicuro che c’è molto da imparare.

    “Ogni ostacolo, ogni muro di mattoni, è lì per un motivo preciso. Non è lì per escluderci da qualcosa, ma per offrirci la possibilità di dimostrare in che misura ci teniamo. I muri di mattoni sono lì per fermare le persone che non hanno abbastanza voglia di superarlo. Sono lì per fermare gli altri.”

    Riposa in pace.

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    Filed under:Real Life

    PingThis: Ping.fm nella barra di Firefox

    In questi giorni ho sviluppato la mia prima estensione per Firefox, si chiama PingThis e non è altro che un piccolo bottone da aggingere alla barra di navigazione.

    Premendo il bottone si aprirà un pop-up che ci permette di segnalare la pagina corrente a tutti i servizi di Ping.fm ai quali siamo iscritti.

    Vi prego segnalatemi bug e migliorie, sono alle prime armi con le estensioni.

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    Filed under:Web

    Un cafè senza zucchero per piacere

    E’ un po ti tempo che ho una sensazione,  come dire,  strana.

    Avete presente quando, poco prima di prendere il cafè siete sovrapensiero? E vi chiedete ma lo zucchero l’ho già messo o no? e quanti cucchiaini?

    Bè insomma, nel dubbio, preferisco prendermi un cafè amaro piuttosto che uno troppo dolce.

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    Filed under:Fatti miei

    Ajax e POST, una chiarificazione

    Solitamente le applicazioni sviluppate in Ajax utilizzano il metodo GET come visto ad esempio qui. In questi giorni sto sviluppando un piccolo client per Ping.fm, le cui API accettano solo richieste di tipo POST.

    Vediamo quindi brevemente come comportarci in questo caso.

    var http = new XMLHttpRequest();
    var url = "get_data.php";
    var params = "lorem=ipsum&name=binny";
    http.open("POST", url, true);

    con POST creiamo l’oggetto XMLHttpRequest e l’URL senza parametri.

    http.setRequestHeader("Content-type", "application/x-www-form-urlencoded");
    http.setRequestHeader("Content-length", params.length);
    http.setRequestHeader("Connection", "close");

    Settiamo poi gli headers http insieme alla richiesta in modo che i dati vengano siano interpretati come inviati da un form, e magari diamo anche la lunghezza dei parametri che invieremo.

    Scriviamo un handler per l’evento ready state

    http.onreadystatechange = function() { 
    	if(http.readyState == 4 && http.status == 200) {
    		// fai qualcosa qui quando è generato l'evento
    	}
    }

    Infine inviamo i parametri insieme alla richiesta. L’url infatti verrà infatti verrà caricato solo in seguito all’esecuzione di questa riga. Con il metodo GET invece i parametri sono inviati, dalla funzione send, con valore null poichè contenuti direttamente nell’url.

    http.send(params);

    Spero di essere stato chiaro e diretto, se c’è qualcosa che non vi quadra chiedete pure nei commenti.

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    Filed under:Javascript